La movimentazione nei depositi
Perché lo studio dei metodi di lavoro e l’ergonomia possono ridurre la fatica, la pericolosità ed aumentare la produttività
1
- Introduzione
L'obiettivo principale di ogni attività industriale è quello di
produrre beni e servizi al minor costo possibile allo scopo di realizzare un
beneficio economico.
Al fine di ridurre i costi di produzione è necessario principalmente
utilizzare opportune metodologie ricavate dallo studio dei metodi di lavoro e
dall’ergonomia.
Lo studio dei metodi è una tecnica che sottopone ogni operazione di un determinato lavoro ad un'analisi accurata ed approfondita in modo da eliminare ogni operazione superflua in modo da avvicinarsi il più possibile al metodo migliore, cioè quello più semplice, più veloce, più economico e più sicuro per eseguire ogni fase necessaria. Per avere, però, un aumento significativo della produttività i posti di lavoro ed il lavoro dovranno essere adattati all’uomo e questo sarà il compito dell’ergonomia.
Uno dei settori dove lo studio dei metodi e l’intervento ergonomico sono fondamentali è quello della movimentazione manuale dei carichi, attività che si incontra frequentemente nei depositi e che provoca fra i lavoratori, più che in altre collettività di lavoro, disturbi muscolo scheletrici, malattie acute e croniche della schiena ed infortuni. In questo settore la collaborazione tra lo studio dei metodi, lo studio dei tempi e le conoscenze ergonomiche porta al massimo risultato.
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- Le movimentazioni manuali nei depositi
Nella maggior parte dei depositi si incontrano numerose movimentazioni manuali soprattutto nelle operazioni di picking, di sistemazione delle merci negli scaffali e di carico e scarico automezzi..
Con il
miglioramento dei metodi di picking e di sistemazione delle merci sugli
scaffali, con l’intervento ergonomico e con la formazione e l’informazione
dei lavoratori circa i rischi connessi alla movimentazione manuale dei
carichi.si ottiene senza dubbio una diminuzione della fatica degli operatori ed
un aumento della produttività.
3 - Il picking
Il Picking (Commissionamento ), ovvero la preparazione materiale degli ordini, è una operazione che consiste nel:
· Cercare,
· Riconoscere,
· Far uscire,
fra gli stock esistenti le mercanzie (in qualità e in quantità) richieste dal cliente e incamminarle verso un punto di raggruppamento prima della spedizione.
Negli ultimi anni questo processo di magazzino ha assunto una importanza sempre maggiore perché questa è l'operazione che solitamente richiede la maggior quantità di personale e che presenta, di conseguenza, l'incidenza di costi più elevata e che comporta maggiori pericoli di disturbi muscolo scheletrici. Essa può richiedere fino al 30 - 40% del costo totale di mano d’opera (Drury, 1988).
Migliorando perciò i metodi di order picking generalmente si minimizzano i tempi necessari per la raccolta degli ordini e si rende meno faticoso e meno pericoloso questo lavoro.
4 - Lo studio dei metodi nel picking
Nei sistemi di picking , escluso quelli automatici, peraltro non molto diffusi a causa del loro costo, l'intervento umano è considerevole.
Importante perciò è razionalizzare il lavoro dei preparatori (picker ), per ridurlo,semplificarlo e facilitarlo aumentando quindi la loro produttività.
Il Rapporto:
Quantità
merci uscite / distanza percorsa
permette di giudicare il grado di razionalizzazione del metodo di preparazione usato.
Per migliorare questo rapporto esistono tre possibilità:
· per una quantità di merci da prelevare ridurre la distanza da percorrere,
· per una distanza data, aumentare la quantità di merci da prelevare,
· aumentare le merci da prelevare e contemporaneamente ridurre le distanze
Il lavoro del preparatore si migliora se si:
· limitano gli spostamenti,
· evitano le ricerche,
· rendono le merci direttamente accessibili,
· evita la rottura dei contenitori,
· rende più ergonomico il lavoro.
4.1
- Come ridurre la distanza da percorrere
4.1.1
- Suddividere lo stock in due o più parti
La tecnica consiste nel raggruppare in una superficie assai ridotta (zona di distribuzione) un campionamento completo degli articoli tenuti a stock che permettano di soddisfare le domande dei clienti per un periodo di tempo normale fissato in funzione del volume e della rotazione degli stock (la giornata, la settimana, ecc).
La zona di distribuzione deve essere posizionata in prossimità della zona di spedizione avendo vicino lo stock di riserva, oppure se il materiale è su scaffalature, la zona di distribuzione può essere messa ai piani inferiori per renderla più accessibile ai preparatori.
Per evitare la rottura dei carichi è preferibile che allo stock di distribuzione accedano solo unità complete di carico.
L'utilizzo dell'analisi ABC è molto utile per una suddivisione dello stock in varie zone a secondo della domanda.
4.1.2
- Far uscire le merci seguendo un circuito di preparazione
E' possibile evitare i ritorni indietro, limitare le ricerche e le dimenticanze fornendo delle liste di prelievo con indicata la posizione di prelievo, l'ordine in cui deve essere fatto il prelievo ed il circuito di prelievo in modo che il preparatore finché avanza trovi il materiale previsto sulla lista di prelievo.
La posizione del materiale deve essere
stabilita tenendo conto della rotazione delle merci.
La rotazione delle merci è definita da:
· le quantità uscite
· la frequenza delle uscite
Una analisi delle frequenze e delle uscite per un periodo dato permette di ripartire le merci in classi.
I prodotti delle classi con rotazione più alta saranno depositati nella zona più prossima al punto di spedizione, i prodotti delle classi con rotazione più bassa saranno depositati nel fondo del magazzino, mentre i prodotti con rotazione intermedia saranno depositati in una zona intermedia.
Si può stimare che questa organizzazione comporta una notevole riduzione delle distanze percorse

4.1.3 Usare una preparazione
meccanizzata
Nella preparazione detta meccanizzata il preparatore riconosce la merce,
la preleva e la deposita su di un mezzo meccanizzato di trasporto previsto per
il trasferimento fino ad un eventuale punto di raggruppamento dove le merci
devono essere raccolte per ordine del cliente.
4.1.4
- Preparare più comandi alla volta
Esistono numerose tecniche per preparare gli ordini, la più diffusa è la tecnica di batch picking
4.1.5
– Avvicinare la merce all’operatore mediante scaffali dinamici
4.1.6
– Eseguire altre operazioni durante le operazioni di prelievo o di trasporto
La merce per esempio può essere posta negli imballi definitivi durante il prelievo, oppure pesata durante le operazioni di trasporto
4.2
– Come evitare le ricerche
La
sistemazione delle merci in posizioni fisse, l'organizzazione di circuiti di
prelievo con indicazione della sequenza di prelievo e con l'indicazione delle
posizioni del materiale da prelevare, la descrizione del materiale ed il suo
codice, sono sistemi che aiutano il preparatore nel suo lavoro e permettono una
maggior produttività e la riduzione degli errori,
4.2.1
- Picking cartaceo
Il sistema attualmente più in uso per registrare le informazioni consiste nel picking cartaceo, ovvero nel ricevere le informazioni dell'ordine da prelevare sotto forma di una picking list cartacea sulla quale sono stampati tutti gli articoli necessari per la preparazione dell’ordine. Letto un articolo sulla picking list il prelevatore lo cerca in magazzino, lo preleva e quindi lo depenna oppure annota con una matita sul foglio le eventuali variazioni di quantità.
Una variante consiste nel "label picking", un'etichetta con codice a barre precedentemente preparata viene applicata sull'articolo da trasferire per testimoniare lo spostamento.
L'applicazione di questi metodi di reperimento delle informazioni comporta tuttavia una serie di problemi. Le operazioni di lettura e scrittura delle informazioni sull'ordine stampato interrompono i movimenti del prelevatore ed abbassano la produttività. Il picking cartaceo impedisce inoltre la comunicazione in tempo reale con il sistema di gestione del magazzino per aggiornare l'inventario e per regolare il ristabilimento delle giacenze.
Il sistema è anche soggetto ad errori dovuti a imprecisioni su stampe o calligrafie illeggibili, macchie o strappi sulla lista, errori durante le annotazioni e la successiva immissione di dati da parte di un'altra persona, danni o perdite del codice a barre durante il trasferimento. L'utilizzo di una picking list di carta è un potenziale rischio per la sicurezza, in quanto costringe il prelevatore a tenere gli occhi sull'elenco per leggere l'articolo successivo e questo può impedire all’operatore di accorgersi della presenza di ostacoli lungo il percorso. Per eliminare o ridurre il più possibile le liste e soprattutto ridurre il numero degli errori sono nati altri sistemi di prelievo come i sistemi a spia ed a voce.
4.2.2
- Radiofrequenza
Una connessione diretta all'host computer può essere ottenuta tramite i terminali dotati di radiofrequenza. Tramite la lettura di un codice a barre o impostando riferimenti e quantità, i dati possono essere verificati e trasmessi attraverso un collegamento senza fili all'applicazione di gestione del magazzino durante o subito dopo l'ultimazione del movimento.
Gli operatori però non sono in grado di comunicare variazioni per incidenti o anomalie. Ciò può portare a dati imprecisi su locazioni, riferimenti o attività dell'utente.
Questo sistema inoltre non
libera gli operatori dall'uso delle loro mani o dei loro occhi.
4.2.3
- Sistemi a spia (pick to ligth)
Questi sistemi guidano il prelevatore tramite un sistema di display. L'accensione di una spia identifica il punto in cui attuare il picking. Informazioni aggiuntive circa la quantità da prelevare appaiono su un display a cristalli liquidi posizionato accanto alla spia. l’ubicazione e la quantità vengono indicate in maniera chiara e inequivocabile e gli errori vengono ridotti di 10 volte.Un pulsante indica al sistema che il prelievo è stato effettuato. I tempi vengono ridotti di un 20 – 30% in quanto il prelevatore non deve più controllare o tenere in mano la lista di prelievo
Uno dei requisiti fondamentali di questo sistema è l'organizzazione dei prodotti: ogni locazione deve rappresentare un solo prodotto. Questo sistema è abbastanza costoso.
4.2.4
Sistemi vocali
Queste applicazioni consentono al prelevatore di:
4.3 - Evitare la rottura di
contenitori o scatole per frazionare la merce
L’analisi del lavoro dei
preparatori mostra che una parte considerevole del tempo è spesa nel frazionare
la merce contenuta nei contenitori di origine (apertura di scatole, contare i
pezzi, evacuare materiali di imballo, ecc.). delle economie apprezzabili
potrebbero essere ottenute evitando di frazionare la merce

4.
4 - Rendere le merci direttamente accessibili
Uno dei mezzi più semplici per risparmiare fatica e tempo è di ridurre il più possibile la distanza che un preparatore deve percorrere per raggiungere i pezzi che egli deve prelevare.
Nei
circuiti di picking il preparatore deve raggiungere il materiale centinaia di
volte al giorno. Se questo materiale può essere portato più vicino, lo sforzo
fatto dall'operaio sarà minore con un notevole risparmio di tempo.
Le nostre braccia hanno una lunghezza ben definita. Se si vogliono evitare posture anormali bisogna posizionare tutti i materiali in modo tale da impedire all'operatore di piegarsi o spostarsi il meno frequentemente possibile per prelevarli.
Le zone favorevoli per le braccia sono limitate nello spazio da due superfici approssimativamente sferiche. Una di queste determina l'area normale di lavoro nella quale l'operatore preleva tutti gli oggetti con il solo uso dei soli avambracci. L'altra area di lavoro massima, è determinata dal movimento delle sole braccia distese che ruotano attorno all'articolazione della spalla.

Per aumentare la capacità dei depositi si tende a progettare le
scaffalature in modo da lasciare il minor spazio possibile tra i pallets, tra
pallets e montanti ( d ) e tra l’altezza massima dei pallets e le mensole
(c.), ciò comporta condizioni
molto disagevoli per i prelievi fatti sui pallets a terra e l’operatore certe
volte è costretto a piegarsi ed allungarsi sotto le mensole per prelevare gli
oggetti più lontani.
Numerosi tecnici calcolano la produttività dei sistemi di picking in funzione degli atti di prelievo, altri la calcolano in funzione delle righe d’ordine prelevate. Se gli articoli da prelevare sono di dimensione ridotte il secondo sistema è più indicato, infatti si impiega lo stesso tempo a prelevare uno o più oggetti ed il tempo di prelievo può essere minore di altri tempi direttamente proporzionali alla riga d’ordine, come spostamenti, controllo della lista di prelievo, ecc.
Diamo nella seguente tabella qualche valore indicativo sulle produttività previste per i vari sistemi di picking che devono essere prese con molta precauzione.
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Tipo di picking |
Righe d’ordine per ora |
Atti di prelievo per ora |
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Prelevamento dei pallets dagli scaffali (volume circa 1 Mc.)
con carrello elevatore a forche |
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15 – 25 pallets/ora |
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Operatore che si sposta a piedi su percorsi brevi, scaffali non dinamici
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25 righe d'ordine per ora |
50 – 150 atti di prelievo per ora |
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Prelievo con transpallet elettrico non filoguidato con operatore a bordo
e con corridoi di manovre da 2700 mm. ( colli circa 5 Kg. – volume circa
0,3 Mc.) |
40 - 60 righe d’ordine per ora |
Da 30 a 300 atti di
prelievo per ora |
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Utilizzo per il picking di scaffali dinamici e convogliatore per
evacuazione ordini ( colli circa 5 Kg. – volume circa 0,3 Mc.) |
100 – 150 righe
d’ordine per ora |
300 – 500 atti di prelievo per ora |
|
Carrelli commissionatori sollevabili |
50 righe d’ordine per ora |
|
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Trasloelevatore |
80 righe d’ordine per ora |
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